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Destinazioni

Mar d'Aral 2 Giorni: Disastro Ecologico e Cimitero Navi

Perché il Mare d’Aral si è ritirato e com’è oggi la regione? La storia e l’ecologia del disastro spiegate — e ciò che ne vedrete in un tour di due giorni da Nukus a Moynaq e all’antica riva.

Team TravelBlissAggiornato il 19 ottobre 2026 ·4 min di lettura

Collage di navi arrugginite arenate nella sabbia del deserto, esplorate da viaggiatori con lo zaino
In questa guida
  1. Informazioni essenziali
  2. Un mare alimentato da due fiumi
  3. Perché il Mare d’Aral si è ritirato
  4. Cosa ha significato per la gente
  5. C’è una ripresa?
  6. Cosa vedete in un tour di due giorni
  7. Consigli pratici
  8. Organizzate il viaggio con TravelBliss

Il Mare d’Aral è uno degli esempi più chiari di ciò che un uso massiccio dell’acqua può fare a un paesaggio nell’arco di una sola vita. Nel 1960 era il quarto lago più grande del mondo; oggi gran parte della sua parte uzbeka è un deserto di sale e sabbia, e le navi di Moynaq si trovano lontanissime dall’acqua. Questo articolo spiega che cosa è successo e perché: il contesto che trasforma un tour di due giorni al Mare d’Aral da Nukus in qualcosa di più di un viaggio fotografico.

Informazioni essenziali

  • Dove: al confine tra Uzbekistan (Karakalpakstan) e Kazakistan; i tour partono da Nukus.
  • Dimensioni nel 1960: circa 68.000 km², il quarto lago più grande del mondo.
  • Causa del declino: dagli anni Sessanta i fiumi Amu Darya e Syr Darya furono deviati per l’irrigazione, soprattutto del cotone.
  • Date chiave: nel 1987 il lago si divise in Aral settentrionale e meridionale; entro il 2014 il bacino orientale dell’Aral meridionale era completamente asciutto.
  • Cosa vedete in un tour: il cimitero delle navi e il museo di Moynaq, il fondale prosciugato (deserto dell’Aralkum), la riva attuale e il lago Sudochie.
  • Tempo necessario: 2 giorni da Nukus, con una notte in un campo di yurte.
  • Prezzi: dipendono dal numero di partecipanti e dalla stagione — consultate il tour di 2 giorni al Mare d’Aral o contattateci.

Un mare alimentato da due fiumi

Il Mare d’Aral non ha mai avuto un emissario. Viveva di due grandi fiumi dell’Asia centrale: l’Amu Darya da sud, attraverso l’odierno Karakalpakstan, e il Syr Darya da est, attraverso il Kazakistan. L’acqua arrivava dalle montagne del Tagikistan e del Kirghizistan e si perdeva solo per evaporazione. Finché afflusso ed evaporazione restavano in equilibrio, il mare manteneva più o meno la stessa estensione, acque salmastre e una ricca pesca.

Perché il Mare d’Aral si è ritirato

In epoca sovietica entrambi i fiumi furono sfruttati per grandi sistemi di irrigazione, soprattutto per il cotone, chiamato «oro bianco». Già nel 1960 una parte consistente dell’acqua finiva nei campi invece che nel mare. Il livello cominciò a scendere negli anni Sessanta, prima lentamente e poi sempre più in fretta: di decine di centimetri l’anno negli anni Settanta e di quasi un metro l’anno negli anni Ottanta.

Ritirandosi, il mare divenne più salato e si divise. Nel 1987 la parte settentrionale, il Piccolo Aral in Kazakistan, si separò dal Grande Aral meridionale. In seguito l’Aral meridionale si divise ancora in un bacino occidentale e uno orientale, e nel 2014 le immagini satellitari mostrarono per la prima volta nella storia moderna il bacino orientale completamente asciutto. Il fondale emerso ha ormai un nome proprio: deserto dell’Aralkum.

Cosa ha significato per la gente

La pesca dell’Aral dava lavoro a decine di migliaia di persone e forniva circa un sesto del pescato dell’Unione Sovietica. Moynaq (Muynak) era l’unico porto dell’Uzbekistan, con un conservificio e una flotta. Alla fine degli anni Ottanta la pesca commerciale si era fermata e la città si ritrovò nel deserto, a decine di chilometri dall’acqua.

Le conseguenze sono andate oltre il lavoro. Il vento solleva dal fondale asciutto sale e polvere, con residui dei fertilizzanti e dei pesticidi usati a monte per decenni. Il clima intorno all’antico mare è diventato più estremo, con estati più calde e inverni più freddi e lunghi. Ricercatori e organizzazioni sanitarie hanno collegato la polvere e la scarsa qualità dell’acqua a gravi problemi di salute in Karakalpakstan. Visitare la regione oggi significa incontrare persone che hanno vissuto questo cambiamento — e che sono orgogliose delle comunità che hanno tenuto in vita.

C’è una ripresa?

In parte, e soprattutto a nord. Nel 2005 il Kazakistan ha completato la diga di Kok-Aral, che trattiene l’acqua del Syr Darya nel Piccolo Aral. Il livello è salito di diversi metri, l’acqua è diventata meno salata e i pesci sono tornati, abbastanza da far ripartire la pesca. L’Aral meridionale, sul lato uzbeko, riceve acqua solo occasionalmente e non si è ripreso. Entrambi i Paesi piantano sul fondale prosciugato il saxaul, un arbusto resistente alla siccità, per fissare la sabbia e ridurre le tempeste di polvere.

Cosa vedete in un tour di due giorni

Il tour mostra la storia nell’ordine in cui è avvenuta. A Moynaq vedete il cimitero delle navi e il museo locale, con fotografie della città quando era ancora un porto. Da lì un fuoristrada attraversa il margine dell’altopiano dell’Ustyurt e l’antico fondale fino alla riva attuale, dove dormite in un campo di yurte e assistete al tramonto e all’alba sulle distese di sale. Il secondo giorno passate dal lago Sudochie, una zona umida dove sostano gli uccelli migratori, prima di rientrare a Nukus. Per gli aspetti pratici — percorso, stagione, cosa portare — leggete la nostra guida completa al tour di 2 giorni al Mare d’Aral da Nukus.

Consigli pratici

  • Leggete qualcosa sul mare prima di partire: il paesaggio vuoto parla più chiaro quando sapete cosa c’era.
  • Chiedete all’autista e agli abitanti di Moynaq dei loro ricordi: molte famiglie hanno vissuto tutto il cambiamento.
  • Fotografate le persone di Moynaq con rispetto e chiedete prima il permesso.
  • Proteggete occhi e fotocamera da polvere e sale portati dal vento, con occhiali da sole e una borsa.
  • Portate strati caldi: le notti nel deserto sono molto più fredde delle giornate, anche d’estate.
  • Non lasciate nulla al campo o sul fondale.

Organizzate il viaggio con TravelBliss

Proponiamo il viaggio come tour privato da Nukus in fuoristrada, con il cimitero delle navi e il museo di Moynaq, l’altopiano dell’Ustyurt, una notte in un campo di yurte sul mare e il rientro passando dal lago Sudochie. Consultate il tour di 2 giorni al Mare d’Aral da Nukus; se avete un solo giorno, il tour del cimitero delle navi copre Moynaq. I prezzi dipendono dal numero di partecipanti e dalla stagione: consultate la pagina del tour o contattateci.

Domande e risposte

Perché il Mare d’Aral si è prosciugato?

Perché dagli anni Sessanta gran parte dell’acqua dei suoi due fiumi, l’Amu Darya e il Syr Darya, fu deviata per irrigare cotone e altre colture. Con un afflusso minimo, l’evaporazione ha fatto ritirare il mare e lo ha reso più salato.

Quanto era grande il Mare d’Aral?

Nel 1960 copriva circa 68.000 km² ed era il quarto lago più grande del mondo.

Il Mare d’Aral sta tornando?

Il Piccolo Aral settentrionale, in Kazakistan, si è ripreso in parte dopo il completamento della diga di Kok-Aral nel 2005. La parte meridionale in Uzbekistan no: il suo bacino orientale era completamente asciutto entro il 2014.

Si vede ancora l’acqua in un tour al Mare d’Aral?

Sì. Nel tour di due giorni da Nukus si raggiunge in fuoristrada la riva attuale e si dorme in un campo di yurte vicino all’acqua. Il tour di un giorno arriva a Moynaq e alle navi, ma non al mare.

È sicuro visitarlo?

Le visite brevi con un tour organizzato sono considerate sicure. Il vento può trasportare sale e polvere, quindi nelle giornate ventose sono utili occhiali da sole e qualcosa per coprire il viso.

Team TravelBliss, Samarcanda

Tour operator in Uzbekistan e Tagikistan con sede a Samarcanda. Viaggi privati, di gruppo e su misura dal 2016.

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